Funerale per un amico straniero
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Nota, 11 ottobre 2026. Questo appello è stato scritto da un amico nel luglio 2024 e viene lasciato così com’è stato scritto. Due date al suo interno riflettono ciò che allora credevamo: la disputa è iniziata nel novembre 2020, non nel 2019, e i tribunali hanno poi accertato che le pubblicazioni risalgono al 2021. Un avvocato del gratuito patrocinio si è effettivamente presentato per me al processo di primo grado; il gratuito patrocinio è stato negato per gli appelli. Le accuse rivolte ad altre persone sono parole del mio amico, non accertamenti. L’esposizione verificata dei fatti si trova nella mia pagina stampa.
Scrivo oggi nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una situazione inquietante che va avanti dal 2019, ovvero le molestie subite dal residente straniero Ross Cline.
Imprenditore laborioso e rispettato, residente a Taiwan dal 2009, il signor Cline ha dato un grande contributo alla società taiwanese con il suo impegno nell’insegnare ai suoi studenti sia la lingua inglese sia il pensiero critico. È inoltre proprietario e fondatore di una società di consulenza linguistica, iLearn.tw.
Pur conducendo una vita rispettabile, nel 2019 il signor Cline è incorso in una violazione della legge dopo aver pubblicato online il proprio contratto di locazione. All’epoca il signor Cline aveva problemi con il suo padrone di casa: pur avendo firmato un contratto di cinque anni, il padrone di casa si sarebbe rifiutato di aiutare Cline a riparare un cancello avvolgibile malfunzionante, lasciando la sua scuola con scarsa sicurezza. Inoltre, il padrone di casa e suo marito avrebbero rivolto al signor Cline minacce di morte, facendolo temere per la propria vita, ed è per questo che il signor Cline decise di pubblicare il contratto di locazione perché il pubblico lo vedesse.
Ripensando alla situazione, il signor Cline si rende conto che questo breve errore di giudizio da parte sua è stato rovinoso per la sua vita. Avendo violato inavvertitamente la Legge taiwanese sulla protezione dei dati personali, si è ritrovato ben presto destinatario di tre diverse cause, tutte presentate in modo metodico dopo la scadenza del termine di prescrizione di sei mesi, periodo durante il quale avrebbe potuto citare in giudizio il proprio padrone di casa per i danni legati alla porta malfunzionante e al benessere dello stesso signor Cline. Il signor Cline è colpevole di aver violato la legge, e su questo concorda anche lui. Detto questo, le tre cause che il signor Cline deve affrontare, così come gli accordi transattivi, non sembrano rispondere allo spirito della giustizia.
All’inizio di questa vicenda, il signor Cline provava rimorso. Ha rimosso subito il contratto non appena si è reso conto dell’errore, ma ciò non è bastato a placare il suo ex padrone di casa. Allo stato attuale, il signor Cline deve far fronte a un enorme onere finanziario e a una fedina penale macchiata, che sarebbe rovinosa per la sua carriera di insegnante di inglese. Inoltre, ha vissuto una forte angoscia mentale, incerto se restare a Taiwan o gettare via l’azienda e tutto ciò che si è sforzato di costruire nell’ultimo decennio e mezzo, tutto a causa di un breve errore di giudizio che ha dato origine a due cause civili.
L’ignoranza non è mai una scusa valida per violare la legge, e su questo molti di noi possono concordare; tuttavia, distruggere il signor Cline e il suo sostentamento per aver condiviso brevemente con altri un contratto di locazione è assurdo. A causa dei tempi in cui sono state presentate le cause, quest’uomo non ha potuto ottenere il gratuito patrocinio né trovare un avvocato disposto ad accettare il suo caso. E lo trovo ripugnante: da un momento all’altro da cittadino rispettato e che dà un contributo, a paria sociale. È questa la realtà vissuta dal signor Cline, e per quale crimine? Per aver voluto un cancello avvolgibile funzionante nel suo luogo di lavoro?
In quanto paese che cerca sempre di attrarre talenti stranieri, Taiwan deve riflettere con attenzione su come gestisce la situazione del signor Cline. La pena evidentemente non è commisurata al reato in questo caso e, sebbene la legge venga applicata, è chiaro che la giustizia non viene resa. Bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica a beneficio di entrambe le parti, affinché i residenti stranieri possano comprendere meglio le leggi di Taiwan e, allo stesso modo, affinché simili ingiustizie, come quella del caso del signor Cline, non macchino la reputazione dell’isola come luogo ospitale in cui vivere, lavorare e avviare un’attività.
Cordiali saluti,
